“Bestiario Idrico” è il nuovo progetto teatrale di Marco Paolini, un racconto potente e urgente che intreccia memoria, ecologia, storia e futuro. Lo spettacolo porta in scena un viaggio poetico e civile nel paesaggio idraulico italiano, fatto di fiumi, dighe, canali, pompe, golene e opere di bonifica spesso invisibili, ma essenziali. Un bestiario di creature e mutazioni, in cui l’acqua diventa protagonista e metafora del cambiamento, dell’identità e della fragilità di un intero ecosistema.
Paolini ci guida con la sua inconfondibile narrazione tra riflessioni sul cambiamento climatico, politiche dell’acqua e storia del territorio, svelando come la gestione delle risorse idriche abbia modellato non solo il paesaggio, ma anche le comunità, l’economia e le relazioni sociali. Bestiario Idrico è teatro di parola, geografia emozionale e pensiero critico. Un invito a riconsiderare ciò che ci appare naturale, ma è frutto di secoli di scelte, errori e convivenze. Perché l’acqua, oggi più che mai, è un bene da comprendere e difendere.
Uno spettacolo che parla di tutti noi, delle rive in cui abitiamo e del futuro che possiamo ancora decidere.
Le opere idrauliche tendono a diventare invisibili, a confondersi con l’ambiente che le contiene. Succede agli argini di terra battuta, alle golene, ma anche alle stazioni di pompaggio, ai canali, ai serbatoi e perfino alle dighe.
Il paesaggio italiano diventa agricolo per stratificazioni di insediamenti durati secoli. Anche cittò e paesi si insediano (e si spostano…) per secoli. Le industrie solo da poco più di un secolo. Le opere idrauliche accompagnano ognuno di questi passaggi; non solo gli acquedotti dai romani in poi, ma le deviazioni e le arginature a volte imponenti, le opere di bonifica, i serbatoi idroelettrici, le reti di smaltimento. Il paesaggio italiano è artificio ma la rete delle opere idrauliche sfugge alla nostra percezione.
Un ponte e opera viaria o idraulica? Il wc o il rubinetto sono pezzi di edilizia civile o terminali di opere idrauliche? Quanto sarebbe diverso il paesaggio agricolo senza la circolazione di acqua di irrigazione e senza canali e pompe di smaltimento degli eccessi di pioggia?
Niente di tutto quello che vediamo e definitivo. Il cambiamento climatico impone di prendere in considerazione radicali cambiamenti del paesaggio che ci è familiare: potremo subirli o deciderli. I fiumi in Italia sono più di 6.000 molti di più i corsi d’acqua che non hanno diritto a un nome, ma fanno parte dei bacini idrografici. L’Europa conta 110 bacini idrografici l’Italia ne ha 7. Ciascuno contiene centinaia di corsi d’acqua più o meno importanti, ma ugualmente strategici, assieme all’acqua delle falde sotterranee, nel bilancio idrico nazionale.
Bestiario idrico parla di fiumi e bestie d’ogni genere, narra storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi. Narra dei conflitti e dei contratti che intorno all’acqua dei fiumi hanno dato forma a quel paesaggio che oggi riconosciamo come il nostro. Rende visibile il legame stretto tra le forme di governo dell’acqua e la qualita della vita sulle rive, non solo di una specie ma dell’intero ecosistema.
Bestiario idrico e realizzato anche con il sostegno di Estate Teatrale Veronese – Comune di Verona e si inserisce nel progetto Atlante delle Rive dedicato alle acque, che Marco Paolini ha ideato per La Fabbrica del Mondo.